Nico Paladini

Nico Paladini


Nico Paladini Nico Paladini è nato ad Empoli il 18 Ottobre 1949.

Fin da bambino manifesta una spiccata tendenza per il disegno ed il colore, questa inclinazione orienterà i suoi studi verso le materie artistiche.



Di carattere turbolento e fantasioso, conduce una formazione scolastica scostante e spesso interrotta, frequenta il Liceo Artistico di Savona e Firenze abbandonando questi studi, per diplomarsi poi nel 1970 all'Istituto d'Arte dì Siena.



Pochi anni prima, aveva conosciuto lo scrittore Peter Kolosimo; affascinato dalle teorie fantastiche di Kolosimo sull'origine delle civiltà, Paladini orienta la sua produzione artistica in senso sempre più surrealista.



Nello stesso periodo conosce la speleologia, una curiosità innata verso il mondo dell'esplorazione e dell'avventura andrà così sviluppandosi per diversi anni.

E’ quello un periodo in cui l'esplorazione delle grotte, ancora lontana dalle moderne tecniche di discesa, viene vissuta in modo pionieristico.



Paladini fonda un gruppo speleologico (L.A.S.E.) e organizza numerose spedizioni in Italia e all'estero, soprattutto nel 1971 è autore della scoperta della "Buca del Serpente", il secondo ingresso dell'Antro del Corchia, allora grotta più profonda d'Italia; nel 1973 durante un'altra spedizione, resterà nella stessa spelonca  per ben 11 giorni.



Nel 1977 organizza una spedizione speleo-archeologica in collaborazione con l'Istituto Italo Latino Americano, sull'altopiano peruviano. Dopo aver scavato nelle misteriose gallerie della fortezza Saqsaywaman assieme ad una équipe dell'Università di Cuzco, la spedizione esplora alcune grotte situate a più di 4000 mt. sull'altopiano Andino.



Viaggia fino in Amazzonia dove conosce l'esploratore naturalista Celestino Kalinowski con il quale progetta di organizzare una spedizione alla ricerca di un leggendario tesoro.



Con un interesse sempre maggiore verso il passato del Sud America, visita successivamente zone archeologiche della Bolivia e della Colombia; nel '79 è di nuovo in Perù per volare sulla pampa di Nazca e discendere il Rio Alto Urubamba fino al Pongo di Mainique.



Nell'81 inizia anche una più intensa attività alpinistica; viaggia in Brasile; nell'82 sale il Kilimanjaro 6000 mt, e va fino in Islanda in fuoristrada, attraversando l'isola nella sua parte interna da Nord a Sud; nell'83 visita Skri Lanka, e l'Ecuador dove sale il Chimborazo 6300 mt. e percorre una parte del Rio Napo verso la Selva Amazzonica; in questi viaggi spesso lo seguono la moglie Stella e la figlia Aleida.



Sempre nell'83 sale il Monte Bianco, sfuggendo miracolosamente alla caduta di una frana.



Continua l'attività alpinistica salendo numerose "vie" classiche sulle Dolomiti e sulle Alpi Apuane.



Nell'85 dopo un tentativo ostacolato dal maltempo di salire l'Aconcagua 7000 mt. organizza con l'alpinista F. Santon una serie di spedizioni in una regione inesplorata delle Ande Argentine.



Nell'86 dedica alla figlia Aleida la "prima" ascensione di una montagna di 4540 mt.. Con una équipe R.A.I. raggiunge i resti dell'aereo uruguayano dei sopravvissuti delle Ande, assieme a loro c'è anche Seler Parrado, il padre di Nando, l'autore del salvataggio del gruppo dei sopravvissuti. La spedizione si conclude con un viaggio attraverso le zone naturalistiche della Patagonia.



Con all'attivo una lunga esperienza in campo fotografico, in questi anni Paladini intraprende il lavoro pubblicitario come fotografo di moda e grafico, questa più diretta conoscenza del mondo dei media lo porterà a formulare e concretizzare i concetti che sono alla base del Metropolismo; però fondamentale per il suo sviluppo artistico è stato l'incontro e la successiva amicizia con il gallerista Antonio Russo, seguono  infatti numerose mostre in alcune città italiane.



Non trascurando la sua indole avventurosa, nell'89 torna in Argentina per attraversare a cavallo le Ande fino alle rovine di un antico villaggio indiano; raggiunge la vetta di due montagne senza nome: il Cerro Navidad 3800 mt. e il Cerro Siena 4080 mt..



E' poi la volta dell'Anconcagua ma deve rinunciare alla salita di questa montagna perché bloccato a 6000 mt. da un pericoloso principio di edema polmonare.



Dall'Argentina è poi in Cile dove va a visitare ì giganteschi monoliti dell'isola di Pasqua.



Nel '91 conosce il pittore francese Alain Bonnefoit, è l'inizio oltre che di una grande amicizia, anche di un periodo di lavoro in cui spesso Alain e Nico si ritrovano nei rispettivi studi e dipingono con le stesse modelle.



Sempre nel '91 è chiamato a partecipare alla mostra "La donna e l'orchidea" all'isola della Reunion; fa seguito un viaggio a Mosca.



Nel '92 torna in Patagonia e poi è in Nepal per effettuare un trekking sull'Himalaya.



Agli inizi del '93 partecipa alla spedizione scientifica dell'università di Siena sulle Ande dell'estremo Nord dell'Argentina, in questo viaggio raggiunge una vetta del massiccio del Pissis che non era mai stata salita di 6200 mt.



Nel giugno del '93, il movimento Metropolismo, fondato ufficialmente nell'87 da Nico Paladini e Antonio Sciacca, viene presentato a Roma con una grande esposizione allo Spazio Flaminio, stampa e tv si occupano con interesse dell'avvenimento.



Nel '94/95 l'attività artistica di Nico è soprattutto indirizzata verso le successive mostre del Metropolismo, alternata ad alcuni viaggi effettuati nelle zone di guerra della vicina Bosnia. Questa esperienza diretta della tragedia dei Balcani sarà ispiratrice oltre che di alcune pitture, anche di un racconto con cui Paladini vince il premio letterario "Firenze" nel dicembre 1994.



Da questo momento fino ad oggi, la pittura diviene globalmente l’unica attività di ricerca sia in senso professionale che culturale. Ne sono testimonianza le numerose mostre personali sia in Italia che in Europa e la continua e attiva partecipazione agli sviluppi del movimento Metropolismo.
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Nico Paladini
Pancio, quanto mi manchi
Pancio, quanto mi manchi
1996 - Tecnica mista su tela
70 x 100 cm
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